Senza Fili” …verso la libertà, uno spettacolo dedicato ad adulti e bambini, all’insegna dell’allegria e del divertimento. Con un brillante riediting, tanto atteso da oltre un decennio, con le coreografie dell’indimenticato Carmelo Anastasi, uno dei personaggi storici del teatro leggero italiano con Garinei e Giovannini e della RaiTv con Canzonissima e Studio Uno. Lo spettacolo Senza Fili mescola mimo, danza, canto, sketch teatrali e show circensi, dando vita ad un’ irrefrenabile cascata di risate. Emozionanti i temi trattati, primo fra tutti la Libertà.
Alla scoperta di “Senza fili” al teatro Leo Amici nel cuore del Lago di Monte Colombo: un’esperienza teatrale che si estende oltre la scena. Dopo lo spettacolo, lasciati tentare dai sapori autentici del nostro ristorante-pizzeria “La Grotta della Giamaica” e riposa in riva al lago nell’accoglienza del nostro albergo 4 stelle “Hotel Villa Leri” . Arte, cucina e relax: tutto in un unico luogo incantato.
Indirizzo:Via Canepa, 136
47854 – Monte Colombo (RN)




I MEDIA PARLANO DI MOHICAN
Il pagamento verrà effettuato il giorno dello spettacolo direttamente alla biglietteria
Lo spettacolo inizia con Chiara morente, intorno a lei le consorelle piangenti. Entra suor Agnese, sua sorella, che proviene da un altro convento. Suor Filippa, suor Amata e le altre si prodigano una dopo l’altra, nel raccontarle della grandezza e della bellezza di Chiara e ne leggono il testamento.
Chiara, dal lettino su cui si trova, abbraccia la sorella Agnese e dice loro di non piangere perché di lì a poco, anche lei sarebbe arrivata al Signore e, sfinita, chiede “una cerasa”, una ciliegia.
Lei, abituata ai digiuni, ad una vita di penitenza, sorprendentemente chiede con una umanità straordinaria, alla fine della sua vita, qualcosa per sé. Agnese, più per disperazione che per convinzione, manda in tutta fretta una sorella nel chiostro, ma è agosto e non è stagione di ciliegie.
Nei pochi minuti che separano questa richiesta di Chiara dal ritorno della consorella, che arriverà miracolosamente con la ciliegia tra le dita, scorrono il primo ed il secondo tempo dello spettacolo e gli avvenimenti più toccanti e straordinari della sua vita: riaffiorano le immagini della madre, di se stessa, a sei, a nove e a quindici anni, dell’incontro con Francesco, della fuga da casa, del taglio dei capelli per la sua consacrazione al Signore attraverso Francesco, quel fratello Santo che lei eleggerà come padre spirituale alla sua morte.
Rivedrà se stessa come madre badessa nel lavare i piedi alle sue consorelle, negli strappi e nella lacerazione della sua crescita spirituale, nel suo desiderio di vedersi riconosciuto il diritto alla povertà totale, nell’attesa della bolla papale che avvalli tale diritto per la sua regola che lei, prima donna nella storia, ha già redatto.
La bolla non arriverà se non il giorno prima della sua morte.
Rivivrà le lezioni di spiritualità di Francesco e la sua morte, rivedrà se stessa fermare la violenza e la barbarie dei saraceni con l’ostensorio contenente l’Ostia consacrata. Rivedrà, nel dormitorio di San Damiano, dove aveva vissuto tutta la sua vita, la notte di Natale quando, rimasta sola, aveva superato le tentazioni del demonio apparsole con le fattezze di un bambino e il Signore l’aveva messa miracolosamente in contatto con la Basilica di San Francesco affinché potesse seguire la celebrazione.
“Nel momento della morte di Chiara, per la certezza personale che ho della vera vita dopo la morte e per il rispetto della fede e della santità di questa donna straordinaria, ho osato rappresentarne l’anima che esce dal corpo e corre incontro a Dio oltrepassando l’universo – scrive l’autore e regista Carlo Tedeschi-..
Ed è proprio con questa immagine che lo spettacolo si conclude, nel puro misticismo di Chiara”.